ultima pirografia
penultima pirografia
La Pirografia (dal greco antico: "scrittura col fuoco") è l'arte di incidere legno, cuoio, pelle e sughero con uno strumento dalla punta arroventata: il pirografo.
Si pensa sia una delle più antiche forme di espressione dell' uomo, purtroppo però considerata un'arte primitiva, non trova ancora il giusto collocamento tra le altre arti maggiori come pittura e scultura. Tra le prime prove dell' esistenza di quest' arte c'è un vaso raffigurante fiori e colibrì che risale al 700 a.C. proveniente da Nazca in Perù, a oggi ritenuto il reperto più significativo.
Ma si trovano anche moltissime decorazioni su manufatti, oggetti personali, utensili e zucche essiccate. Praticata da un vasto numero di culture antiche, tra cui gli Egiziani e alcune tribù africane, la pirografia era già in uso ai tempi dei Tuareg, dei Cabili, dei popoli dell'Europa centrale e dell'America del Sud.
Pare che persino artisti come Dürer e Rembrandt abbiano avuto esperienze di pirografia. Ebbe il suo momento di massima espansione durante l' era vittoriana e la nascita del movimento Arts & Crafts quando le riviste iniziarono a pubblicizzarla incoraggiando le donne della borghesia a dedicarvisi per hobby o per lavoro.
Conosciuta fino ad allora come Poker Art o Poker Work (attizzatoio, ferro scaldato e arroventato sul carbone) .
Il moderno Pirografo è composto da una specie di penna con una punta di ferro che, attraverso un trasformatore arroventa la punta.
Il colore è ottenuto unicamente dalle bruciature del legno, più è lento il passaggio della punta sulla superficie, più intensa sarà la sfumatura ottenuta. Luci e ombre così ottenuti, uniti alle naturali venature dell' oggetto, trasformano un semplice pezzo di legno in un opera unica e assolutamente irripetibile.
Talvolta, ove si ritiene esaltare una parte dell' opera, si può decidere di utilizzare un pò di colore.